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Adottare un cane dal canile

La scelta del cane giusto

Sul mondo dell'adozione, che si tratti di bipedi o di quadrupedi, sarebbe possibile passare in rassegna illuminanti elaborati di noti antropologi, sociologi e psicologi, che, con ogni mezzo e strumento in loro possesso, hanno tentato di scavare nel profondo di una scelta tanto nobile e ammirevole quanto complessa.

Perché scegliere di adottare? E nel nostro caso, perché scegliere di adottare un cane dal canile?

Forse perché è a costo zero? Sarebbe una motivazione plausibile considerando i costi da capogiro di cuccioli di razza acquistati in allevamento o in qualche negozio.

O forse perché, avendo già l'etichetta dello "sventurato", probabilmente non richiederà tutte quelle attenzioni e premure che vanno invece destinate ad un discendente a quattro zampe di stirpe nobile?

O ancora, perché no, poiché già abituato a vivere in gabbia, sarebbe perfetto per fare la guardia alle galline o agli alberi da frutta o all'azienda di famiglia?

Non è solo sarcasmo o pungente ironia, ma il frutto di esperienze di vita vera, di richieste di adozione assurde e inconsapevoli per far contenti nonni, bambini capricciosi e fidanzate pretenziose.

Ma se ci fermassimo anche solo un attimo a riflettere, capiremmo che non è il denaro a definire l'importanza di accogliere una creatura sotto il proprio tetto.

La ricchezza, quella vera, la porta chi si affaccia con cautela alle porte di un canile e chiede di entrare quando i cani sono tranquilli, quando hanno finalmente consumato il loro pasto e si preparano ad una passeggiata, a qualche coccola o, semplicemente, a coricarsi fino al giorno seguente.

La scelta del cane

La preziosità è quella di chi non bada al colore, alla lunghezza o alla lucentezza del pelo, alla razza, alla taglia o all'età, ma si affida alle sensazioni che prova nel guardare negli occhi ogni cane, nell'osservarne i movimenti, nello scrutarne la personalità.

La coscienziosità è quella di chi si affida al parere di coloro che i cani li vedono e li vivono ogni giorno e possono diventare strumento di consiglio e supporto nella scelta.

Come si procede all'adozione?

Avete presente il colpo di fulmine? Non vale mica solo per gli innamorati, accade anche quando fra cane e "padrone" scocca la scintilla, quando le farfalle iniziano a svolazzare nello stomaco e le code a muoversi freneticamente. Non c'è una spiegazione logica, avviene e basta e succede anche per chi, in principio arrivato in canile con l'idea di adottare un cagnolino di taglia piccola, finisca per portarsi a casa una montagna di pelo che occuperà tutto lo spazio del divano.

In questo magico idillio d'amore gli unici ad avere il diritto ma soprattutto il dovere di intrufolarsi sono i volontari, membri di associazioni animaliste, che fattivamente si occupano di portare a compimento l'unione senza intoppi. Un po' come fossero testimoni di un matrimonio: "chi ha qualcosa da dire lo faccia ora o taccia per sempre".

I volontari sono coloro che, nel marasma dei sovraffollati canili del sud, nel giro di pochi istanti, riescono a scannerizzare la nuova richiesta di adozione e a proporre ai potenziali nuovi "genitori" i cani che potrebbero coronare il loro sogno. Non è ancora una scienza esatta, ma spesso il match funziona.

Dopo tutti i convenevoli e nel mentre di una lenta e confusionaria passeggiata fra i box, il volontario cerca di indagare un po' più da vicino bisogni, desideri, aspettative e illusioni degli ospiti, si sofferma davanti ai box dei prescelti, ne narra la storia, le disavventure, le caratteristiche principali e l'indole e ne propone una conoscenza un po' più ravvicinata: una passeggiata al guinzaglio, uno scambio di carezze o prelibati biscottini, un approccio, insomma, un po' più intimo...

Ma è presto tempo di saluti, di qualche scatto rubato, con l'intesa di risentirsi a mente lucida, ad esperienza sedimentata e soprattutto solo dopo che tutti i membri della potenziale futura famiglia siano stati adeguatamente informati e siano concordi con la decisione di fare nuovo spazio in casa.

Non sempre, però, è possibile che la conoscenza possa avvenire dal vivo, allora ci si lascia facilitare da qualsiasi strumento di comunicazione, foto, video, storie, telefonate interminabili e messaggi chilometrici, tutto per accorciare le distanze e fare in modo che, anche lontani chilometri, i due cuori possano incontrarsi.

Il passo successivo consiste nella compilazione di un questionario, una sorta di intervista conoscitiva, che riprende i temi e le domande poste in maniera sommaria durante il primo incontro e le sviscera; una breve analisi dello stile di vita, delle esperienze presenti e passate con altri animali, una sorta di fotografia del contesto in cui l'amato pupillo andrà ad inserirsi.

L'iter procede ancora con una nuova riunione nella casa dei futuri adottanti e al cospetto della famiglia al completo. Nessuna invasione di campo, semplicemente una nuova ed ennesima opportunità per chiarire dubbi, perplessità, proporre migliorie dell'ambiente per i primi tempi e, nei casi più fortunati, vedere il "corredo" che è stato già messo da parte per il nuovo membro.

Quali sono i documenti da presentare?

Contestualmente o a distanza di breve tempo dall'ultimo incontro, se ognuna di queste tappe è stata positivamente superata, uno dei componenti maggiorenni della famiglia firma il vero e proprio "Modulo di affidamento", corredato dei documenti d'identità e della nuova aggiornata intestazione del microchip del cane.

Contrariamente a quanto spesso si crede un volontario assennato tenderà a non includere un tenero e impacciato cucciolotto nella scelta dei cani da affidare a dei "principianti", a degli adottanti alle prese con una prima esperienza, ma proporrà loro l'adozione di un cane più grandicello, ugualmente giovane, ma che abbia almeno superato quella simpatica ed esasperante fase del "mangio qualunque cosa, comprese le gambe del tavolo", "piango tutta la notte senza motivo" e "cospargo la casa di pipì".

La convivenza con un cucciolo è magnificamente stressante e per nulla adatta ai deboli di cuore (ma soprattutto di stomaco); scegliere un cane dal carattere più definito e lasciare ai più "esperti" la possibilità di veder crescere un batuffolo fin dai suoi primi passi, strano a dirsi, ma si rivela, nella stragrande maggioranza dei casi, una scelta saggia e assai prudente e che scongiura, il più possibile, l'incubo peggiore di ogni volontario, ovvero che quella unica, meravigliosa e fortunata creatura possa essere rispedita al mittente.

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