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Microbioma Intestinale e disturbi gastroenterici

Il Microbioma Intestinale

Anche per i nostri amici a quattro zampe il microbioma intestinale è determinante per il loro benessere. Per mantenerlo in equilibrio è altrettanto importante scegliere con accortezza l'alimentazione. Ciascun nutriente infatti lo impatta in maniera diversa.

Cosa sono il Microbioma e il Microbiota?

I termini microbiota e microbioma vengono spesso usati in modo intercambiabile, ma indicano due cose diverse: il microbiota è l'insieme dei microrganismi che colonizza in particolar modo l'intestino, mentre il microbioma è la totalità del patrimonio genetico che il microbiota è in grado di esprimere.

Microbiota di cani e gatti: analogie e differenze

Firmicutes, Bacteroidetes, Proteobacteria, Fusobacteria e Actinobacteria sono i batteri dominanti in cani e gatti.

Nonostante il microbioma sia per lo più composto da ceppi batterici, sono presenti anche altri microrganismi, come i funghi, che possono al pari contribuire alle differenze tra gatti e cani.

Gli effetti della dieta

Proteine e grassi ad alta digeribilità sono un'importante fonte di energia per l'ospite. Di contro, i componenti "non digeribili (le fibre) rappresentano la risorsa per il microbioma. Cambiamenti nell'alimentazione si riflettono rapidamente sul microbioma.

Ciascun nutriente viene infatti visto in maniera distinta dal microbioma intestinale ed è perciò in grado di influenzarne composizione e funzionalità.

Carboidrati complessi

Con carboidrati complessi si intende carboidrati composti da tre o più unità zuccherine (oligosaccaridi e polisaccaridi). A questa categoria appartengono le fibre che per l'alimentazione di cani e gatti derivano principalmente da riso, avena, frutta, mais. Il loro impatto è nel complesso positivo .

Proteine

La loro fonte (animale o vegetale) e il rapporto con i carboidrati influenzano la composizione del microbioma intestinale. Nei cani sani ad esempio, una dieta costituita da proteine idrolizzate da carne senza cereali grezzi aumenta la diversità batterica e l'omogeneità a livello di genere rispetto a un'alimentazione a base di cereali e proteine intatte.

Disturbi Digestivi

I disturbi gastrointestinali sono tutte quelle condizioni che impediscono la corretta digestione o che alterano la velocità di transito del cibo nel tratto digerente

Sintomi:

  • vomito
  • diarrea/ feci molli
  • costipazione
  • borborigmi gastrici
  • flatulenza
  • variazioni appetito
  • perdita di peso

Nutrizione, microbioma e patologie di cani e gatti

Ampiamente dimostrato è il ruolo del microbioma nella salute dell'ospite, cani e gatti inclusi. Mantenerlo o favorirne l'equilibrio è quindi fondamentale. Sue variazioni sono infatti state registrate in varie patologie (IBD, diabete, patologie dentali, obesità, disturbi renali ecc.). Vediamone qualche esempio con le maggiori evidenze.

Variazioni del microbioma possono portare perciò a enteropatie croniche infiammatorie per cui importantissimo è utilizzare diete commerciali terapeutiche in caso di disturbi e probiotici.

Il 76% dei cani e il 68% dei gatti è affetto da disturbi dentali, periodontiti in primis. In condizioni fisiologiche il microbioma orale è dominato (in cani e gatti) da Actinobacteria, Bacteroidetes, Firmicutes, Fusobacteria, Proteobacteria, e Spirochetes. Per la salute dentale, le diete commerciali "secche" sembrerebbero essere le più indicate. L'impatto sulla componente batterica rimane tuttavia limitato. Adler et al. (2016) ha però dimostrato come i gatti alimentati con cibo disidratato abbiano un microbioma orale differente rispetto al gruppo con dieta "umida". Questi ultimi hanno infatti registrato una diversità batterica maggiore con, tra gli altri, un arricchimento di ceppi associati a disturbi dentali (Porphyromonas spp. e Treponema spp. ad esempio)

Il microbioma intestinale, nonostante i meccanismi con i quali i batteri riescano a influenzare il peso non siano tuttora chiari, possono predisporre all'obesità. Batteri dei phylum Actinobacteria hanno infatti dimostrato una maggiore espressione nei cani obesi rispetto ai normopeso, nei gatti obesi invece c' è più espressione dei clostridi.

Numerosi studi hanno dimostrato come l'effetto della dieta sia diverso nel microbioma di esemplari obesi e magri. Nel primo caso infatti sembrerebbe esserci una maggiore sensibilità all'intervento dietetico. A tal proposito, Coelho et al. (2018) ha dimostrato come 4 settimane di dieta ricca di proteine ma scarsa di carboidrati abbia impattato maggiormente il microbioma di cani sovrappeso rispetto al gruppo normopeso/magro. Modificata è infatti risultata l'abbondanza di Lactobacillus, Prevotella, Streptococcus, e Turici Bacter.

Anche con problematiche di peso, i prebiotici (inulina soprattutto) sembrerebbero essere un valido aiuto.

Conclusioni

Per concludere quindi, sempre maggiori sono le evidenze che dimostrano come, anche nei cani e gatti, la composizione del microbioma gastrointestinale sia strettamente correlata all'alimentazione e come questo impatti la loro salute.

Per alterare il meno possibile il microbioma importante è anche introdurre gradualmente l'alimento nell' arco di 7 giorni, dare alimenti gustosi ma ad alta digeribilità, somministrare fibre elettroliti e antiossidanti ed evitare stress.

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