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I primi freddi, raffreddore in arrivo per i tuoi animali?

Il cambio di stagione e il primi giorni di freddo sono alle porte. La voglia di rimanere sotto le coperte o di rilassarci a fine giornata vicino al camino in compagnia dei nostri amici sono desideri che prendono il sopravvento nella nostra mente. L’inverno è reso più piacevole dalle coccole e dalla compagnia dei nostri amici, che freddolosi e amorevoli ci “riscaldano” durante le giornate di gelo, rendendo la stagione fredda meno spiacevole.

Purtroppo però, quando si parla di cambio di stagione, di arrivo della stagione fredda, si deve sempre considerare anche un calo delle difese immunitarie associato a tali cambiamenti climatici.

Tutti gli esseri viventi, per proteggersi e tutelarsi da una grande varietà di eventi che possono minacciare la salute e l’integrità dell’organismo, hanno realizzato e sviluppato reazioni e meccanismi difensivi molto complessi. Ci sono infatti meccanismi protettivi molto elaborati, che sono messi in atto da sistema immunitario. Le difese immunitarie sono infatti un efficace mezzo di difesa nei confronti di tutti quegli insulti, di diversa natura, con cui noi e i nostri amici possiamo venire a contatto. Questo complesso sistema, costituito da elementi cellulari specializzati e realizzato attraverso le caratteristiche chimico fisiche proprie dei suoi tessuti, è infatti deputato a regolare la nostra interazione con l’ambiente esterno, esplicando funzione di controllo, di difesa e di protezione, Questo sistema, però, può venire però minato nella sua funzionalità, da quelle che sono condizioni stressogene, da sbalzi termici più o meno intensi, o da cambiamenti climatici.

Il mancato rispetto di abitudini e atteggiamenti protettivi nei confronti dei nostri amici durante la stagione fredda, potrebbe permettere l’insorgenza di una delle più comuni condizioni patologiche che si accompagnano al freddo: il raffreddore. Il raffreddore è un evento patologico che riguarda le prime vie aeree, causato e sostenuto da una molteplicità di agenti eziologici. È un tipo di evento patologico generato dalla rottura di quel sottile equilibrio tra i nostri sistemi difensivi e protettivi e l’ambiente esterno. L’apparato respiratorio, soprattutto nelle sue porzioni apicali, è quello che direttamente entra in contatto con gli agenti esterni. 

Se non si è adeguatamente riparati dal freddo, è possibile che si instauri una condizione di inibizione e rallentamento del principale meccanismo protettivo delle alte vie aeree, rappresentato dalla interazione tra muco e ciglia vibratili, presenti a livello della mucosa nasale. La clearance mucociliare è infatti il più valido sistema protettivo delle alte vie respiratorie. L’associazione e il sinergismo di azione tra questo sottile strato di muco, localizzato superiormente alla mucosa, e l’attività motrice delle ciglia, rappresenta una protezione meccanica delle vie respiratorie. Precisamente, infatti: il muco intrappola i patogeni e le ciglia allontanano questi materiali estranei bloccati dal muco.

Cause e sintomi

Il freddo però può fare rallentare la motilità ciliare, rallentare quindi il conseguente movimento del muco fino a bloccare del tutto la motilità del film protettivo. Questo permetterà agli agenti patogeni di raggiungere la mucosa e indurre condizioni patologiche che, se trascurate, potranno anche raggiungere le vie aeree più profonde. Il più importante problema infatti di tale affezione patologica, è la sua tendenza ad un rapido e improvviso peggioramento, nonché la sua frequente recidiva. Unito a questo discorso, c’è da considerare che con il freddo si instaura un’altra condizione che favorisce la comparsa di raffreddamento e cioè la vasocostrizione. Tale condizione è rappresentata da un minore volume vasale, che interessa soprattutto le strutture mucose. Ovviamente il minore apporto ematico, conseguente all’esposizione al freddo, permette una riduzione anche dello svolgimento delle attività difensive proprie della mucosa. Sarà difficile e minore infatti il raggiungimento della sede mucosale nasale orale e faringea da parte delle cellule specializzate del sistema immunitario. Ci sarà in particolare una riduzione del flusso di anticorpi, e si creeranno condizioni sfavorevoli e predisponenti all’instaurarsi di eventi patologici a tale livello.

Nel caso un cui dovesse instaurarsi, il raffreddore ha un quadro sintomatologico caratteristico e comune tra cane e gatto. Il raffreddore si compone infatti, dal punto di vista clinico, di una grande varietà di sintomi

  • STARNUTO: essendo la mucosa nasale molto sensibile all’eventuale ingresso di sostanze estranee, patogene o nocive, la sua prima risposta è cercare di allontanare l’agente che è penetrato. Lo starnuto infatti è uno dei tanti meccanismi difensivi dell’organismo ed è rappresentato da un riflesso nervoso che costituisce una risposta automatica ed involontaria dell’organismo ad un determinato stimolo.
  • SCOLO NASALE: questo rappresenta una risposta più complessa rispetto allo starnuto. È dato infatti dalla produzione di un liquido, inizialmente sieroso e trasparente, che fuoriesce dalle cavità nasali. Il muco è un normale prodotto dei condotti nasali, ma quando ne viene prodotto troppo fuoriesce da una o da entrambe le narici. Bisogna prestare attenzione al fatto che lo scolo nasale può assumere colorazioni e aspetto differente a seconda di quella che è in particolare la condizione patologica che si sta esprimendo. Ecco perché è utile fare visitare il cane dal medio, affinché possa individuare l’agente patologico e instaurare un’adeguata terapia.
  • LACRIMAZIONE OCULARE: le palpebre si possono presentare arrossate, chiuse o semi chiuse con la presenza di lacrimazione, più o meno abbondante, di scoli densi di vario colore.
  • TOSSE: riflesso volto ad  allontanare eventuali sostanze estranee penetrate nell’apparato respiratorio. 

Uniti a questi sintomi caratteristici, il nostro amico  potrebbe mostrare una respirazione rumorosa, e anche delle modifiche comportamentali legate al suo stato di malessere. Potrà infatti mostrarsi inappetente, meno reattivo, letargico, avrà meno voglia di giocare con noi e rimarrà a lungo a riposo. Questi campanelli di allarme devono farci insospettire e devono farci recare dal medico, in modo da agire prontamente. Tali condizioni patologiche, se trascurate, possono infatti generare complicazioni, come ad esempio, la bronchite. Ecco perché, con l’arrivo del freddo e delle giornate piovose, è giusto seguire una serie di indicazioni e consigli che possono tutelare il benessere dei nostri amici.

Come prevenire il freddo

Gli accorgimenti da attuare sono rivolti sia verso i nostri amici cani che gatti, con modalità di prevenzione e controllo leggermente differenti perché legati alle diverse attitudini, preferenze e modalità di vita. Le passeggiate con i nostri cani, quando le giornate sono fredde e uggiose, possono essere meno piacevoli, più brevi e interrotte da una pioggia improvvisa o freddo intenso. Ecco il motivo per il quale potrebbe essere utile applicare al nostro fedele amico un cappottino impermeabile. Potrebbe far sorridere l’idea di fare indossare al nostro amico un cappottino imbottito e impermeabile, ma è un ottimo sistema per la sua protezione non solo nei confronti del freddo (consente infatti di evitare bruschi e deleteri sbalzi termici), ma anche della pioggia; permette cosi di mantenere asciutto e sicuramente più pulito il suo pelo. La creazione di un ambiente bagnato e umido sulla cute del nostro cane potrebbe infatti predisporre ad affezioni patologiche.

Potrebbe essere utile anche destinare alle passeggiate le ore meno fredde, tanto da rendere meno “traumatico” per il nostro amico l’allontanamento dal caldo clima casalingo ed evitando cosi che lo sbalzo termico troppo intenso, brusco. Bisogna stare attenti a non fare sostare troppo a lungo e troppo vicino il nostro amico a fonti di calore dirette, perché la stretta vicinanza con il calore può generare un ambiente secco a livello delle vie respiratorie, che potrebbe facilitare l’insorgenza di eventi patologici.

Per quando riguarda invece il nostro amico gatto, bisogna considerare che sono più sensibili a freddo e variazioni climatiche soprattutto i soggetti giovani, che hanno un sistema immunitario meno efficiente e i soggetti anziani, che invece sono piuttosto cagionevoli. Le metodiche di prevenzione non sono molto numerose, trattandosi di un animale molto indipendente ed autonomo (soprattutto se pensiamo a gatti che vivono in casa con noi ma che hanno libero accesso all’esterno).  Potremmo evitare di porre la sua ciotola del cibo e acqua all’esterno, in modo da evitare sbalzi termici intensi quando il nostro amico si recherà a bere o mangiare. Si deve evitare che il nostro amato gatto stia troppo vicino a fonti di calore diretto o ancora è bene assicurarsi che la zona di riposo del nostro amico sia asciutta e non esposta a correnti d’aria. Potrebbe essere utile andare a pulire di tanto in tanto naso e occhi del nostro micino, in modo da riuscire a rimuovere i residui di muco e di lacrime che possono causargli fastidio e conseguente sfregamento con le zampe per trarne sollievo. Consideriamo inoltre che, nel caso in cui il nostro gatto mostri i segni clinici del raffreddore, è sempre bene non sottoporlo a stress inutile e a rumori molesti, che potrebbero agitarlo. Il riposo accelera il recupero fisico e il ripristino di una ottimale condizione di salute.

Occorre precisare però che non sempre i sintomi descritti possono essere associati solo ed esclusivamente ad un “semplice” raffreddore causato dal freddo. Possono esserci altri quadri patologici delle vie aeree che mostrano segni simili e sovrapponibili. Ecco perché, alla manifestazione clinica, deve sempre seguire una visita medico-veterinaria.

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