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Cane indisciplinato: regole per l’esecuzione dei comandi

Come addestrare un cane?

Il segreto per una convivenza serena è imparare a comunicare con il nostro cane educandolo nel modo più adeguato con regole sempre chiare, precise e coerenti. Difatti è preferibile parlare di richieste piuttosto che di comandi. Ecco un approfondimento che aiuta a riconoscere quando il cane è indisciplinato e come condurlo in modo graduale e non traumatico ad comportamento corretto.

Quando i cani si definiscono indisciplinati? Quali sono le cause?

Un cane si definisce indisciplinato nel momento in cui non è in grado di essere tranquillo in un certo ambiente. Potremmo definire indisciplinato un cane senza regole, non abituato, quindi, a determinati luoghi e determinati stimoli.

Per esempio un cane che in un ambiente affollato (bar, ristorante) abbaia continuamente o non sa stare fermo; un cane che in passeggiata tira al guinzaglio oppure ringhia o salta verso le persone che passano.

Le cause possono essere sicuramente genetiche: ci sono cani per natura timorosi e che quindi hanno paura di tutto, ma alla base di questi comportamenti “sbagliati” c’è soprattutto la mancanza di esperienza. Difatti è molto importante che i cani vivano durante la fase di crescita tutte le situazioni possibili e che “sperimentino” il mondo esterno in modo da avere le risposte emozionali adeguate agli stimoli che di volta in volta incontreranno.

Educare un cane significa, quindi, perseguire due principi fondamentali: la ripetizione e la ricompensa. Il cane deve essere inserito nell’ambiente familiare con coerenza e visione comune senza incorrere nell’errore più frequente: l’incoerenza educativa (quando ogni membro della famiglia si rapporta in modo differente con gli stessi “segnali”) che provocherà nel nostro amico a 4 zampe soltanto confusione.

Come addestrare un cane indisciplinato: regole principali

L’educazione del cane si basa sostanzialmente sullo schema azione-rafforzativo-premio.

Per addestrare un cane si parte sempre dagli esercizi di base come il seduto, il resta ed il ferma, ma la cosa più importante è far conoscere al cane l’ambiente esterno e farlo abituare a più situazioni possibili. In questo processo è molto importante il ruolo del proprietario che deve essere una guida e non un dittatore e che deve proporre una serie di esercizi al cane con estrema calma senza però esagerare nelle richieste. Il cane necessita anche di tempo per giocare e di tempo per correre libero e passeggiare all’aria aperta. Richieste continue sortiranno un effetto diseducativo.

Come comunicare con i segni con il cane?

Per comunicare con il proprio animale sono molto importanti i segnali ed il linguaggio del corpo che il cane sa interpretare meglio di ogni altra cosa. Il cane ci studia per ventiquattr’ore al giorno e quindi conosce esattamente tutti i nostri gesti ed i nostri movimenti. Più difficile passare dai gesti ai segnali verbali: il cane infatti segue molto meglio il movimento delle mani, del volto e le espressioni facciali.

Non a caso in questo periodo in cui stiamo utilizzando le mascherine spesso i cani hanno più difficoltà a comprendere i nostri segnali. Va da sé che un cane disciplinato è un cane che esegue l’esercizio al primo segnale.

È buona norma anche utilizzare un tono di voce pacato senza gridare e cercare di abbinare ai gesti le parole. Quando si comunica con il cane bisogna sempre cercare di stabilire con lui un contatto visivo e comprendere se il cane non si sente a suo agio. In questo caso dobbiamo essere noi ad interpretare il suo linguaggio del corpo ed i suoi segnali di disagio quali lo sbadiglio o il leccare continuo del muso.

Quali sono gli strumenti indispensabili per l’addestramento?

Lo strumento principale per l’addestramento è rappresentato dalla motivazione: il cane deve essere motivato in modo tale che ci sia uno scambio. La motivazione è quasi sempre rappresentata dal cibo o dal gioco anche se in alcuni casi può essere sufficiente il rinforzo sociale ossia una carezza, ma in questo caso dipende dal carattere del cane.

Ogni volta che il cane fa qualcosa di giusto e desiderato dal suo proprietario riceverà un premio che può essere rappresentato da un bocconcino extra, ma che deve essere elargito solo dopo un rafforzativo (per esempio un complimento affettuoso seguito dalla parola “bravo”). In pratica quando il cane compie l’azione desiderata si fa seguire la carezza associata al bravo e quindi lo si premia con un bocconcino. Il comportamento sbagliato o l’errata esecuzione di un comando devono essere ignorati e non premiati, ma non devono essere neanche puniti. In questo modo quando il cane compirà un’azione sbagliata o non eseguirà un comando si stupirà di non ricevere una ricompensa e, pertanto, si rafforzerà in lui l’intento di ottenere il premio con una via alternativa. Si ricorda che anche quando il cane riceve un premietto bisogna sempre controllare la tabella di razione giornaliera per non esagerare nei quantitativi.

Consigli dell’esperto

Alla base di un percorso di addestramento c’è sempre il rapporto che si è creato tra cane e proprietario. Il proprietario deve essere un punto di riferimento, un leader, una guida coerente. La creazione del rapporto in genere inizia da piccolissimi anche se si consolida col tempo.

Per educare un cane ci vuole molta pazienza e quando si fanno delle richieste è importante lasciare al cane il tempo per riflettere sul modo migliore per completare l’esercizio.

Infine è buona norma rivolgersi sempre ad educatori cinofili esperti in modo tale da avere i consigli migliori anche in base alle caratteristiche del proprio amico a quattro zampe.

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