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8 Marzo: Giornata internazionale della Donna

8 Marzo: Festa della Donna

Storie di donne e del loro amore per gli animali. In occasione dell'8 marzo, in cui si celebra la Festa della Donna, abbiamo voluto raccontare alcune storie di donne che hanno dato e ricevuto amore da loro rapporto con i propri pet.

Una voce di solidarietà

Mariella Lavarra, presidente della LNDC (Lega Nazionale per la Difesa del Cane - sez. di Trani), racconta: "Negli anni ho bazzicato parecchi ambienti, ho dato supporto a persone bisognose, a quelle considerate 'lo scarto della società', a quelle derise, ghettizzate, a quelle che facevano paura. E l'ho fatto sempre nella piena consapevolezza di non dover avere nulla in cambio, anzi, di non volere nulla in cambio, se non che qualcuno rispondesse a quel mio sorriso; qualcuno che, anche solo per un attimo, riuscisse a sgomberare le mente e ad essere con me autenticamente se stesso".

Mariella continua il suo racconto: "Io, mentre tutto il mondo si affanna per ottenere il benessere individuale, per raggiungere i più alti livelli di soddisfazione, resto al fianco degli ultimi, nello sporco, nel rumore costante e nel silenzio più assordante. Io, volontaria, mi faccio arma e scudo per realizzare i sogni di coloro che sono stati più sfortunati, di giorno, di notte, col freddo, col caldo, anche quando le battaglie sono combattute contro i mulini a vento. Perchè ne vale sempre la pena. Anche quando sono stanca, delusa, frustrata, sconfortata, amareggiata, rassegnata; c'è sempre un motivo per aprire gli occhi al sorgere del sole e per indossare di nuovo quella pesante e candida armatura".

Aggiunge che "la ragione per me sono i loro occhi senza filtri, e le loro code che sbattono all'impazzata e i loro peli che restano impigliati a te come segno della loro esistenza. Perchè in fondo è questo quello che chiedono, di essere visti e rispettati e amati nella loro semplicità. Ho scelto gli animali - continua ancora - e non perchè considerassi gli umani meno degni della mia attenzione, ma perchè ho sentito il bisogno di scendere ancora più in basso di quella ipotetica e artefatta catena alimentare su cui basiamo il nostro concetto di evoluzione".

Mariella spiega che "l'accettazione e la cura degli animali, per me, ancor più se vittime di una cultura, appunto, ancora troppo antropocentrica e autocelebrativa, è quel che fa di noi una specie davvero evoluta, con la capacità e la voglia di vivere davvero un mondo bello, perchè vario, senza prevaricazioni, soprusi o violenze gratuite nei confronti di chi, semplicemente, ha poche armi per difendersi e resta imperscrutabile e, nello stesso tempo, magnificamente trasparente, puro. Questa forse è ancora una mera illusione, ma negli anni ho imparato che anche piccole gocce alla volta finiscono per formare un lago ed io coltivo il sogno, prima o poi, di poterci nuotare".

Pelosi Divini: Parliamo di Zeus!

Federica, ragazza di 28 anni di Trani, studentessa universitaria e appassionata di animali ha adottato Zeus nel 2015. "Quando ho deciso di adottare un cane, non immaginavo minimamente quanto la mia vita sarebbe cambiata e quanto amore, quanta dedizione e quanto impegno sarei stata in grado di dare" racconta. "Zeus è arrivato nella mia vita come un fulmine: ero sulla Home di Facebook scrollando, come spesso si fa, in un momento di ozio misto a noia e - continua - all'improvviso, l'ho visto in un annuncio di una associazione di volontariato che si occupa di difesa e recupero degli animali. Era lui. Il mio Zeus".

Federica spiega che la vita di Zeus non è mai stata semplice: è stato ritrovato con i suoi fratellini tra i rovi delle campagne pugliesi, nella neve di febbraio. "L'annuncio pubblicato - ammette - in cui si cercava adozione per questi splendidi cuccioli bianchi e cicciotti, era capitato casualmente sotto i miei occhi eppure non sono riuscita a smettere di pensarci. Avevo sempre desiderato la compagnia di un animale in casa, ma non pensavo di essere completamente in grado di occuparmi di un altro essere vivente.

Federica racconta che "l'inizio di questa storia per me è molto importante, perchè è l'inizio di un rapporto che si è consolidato e si consolida ogni giorno sempre di più, ormai da 6 anni. Credevo che, adottandolo e liberandolo da quella fredda e umida gabbia del canile, avrei regalato lui una vita migliore ma non immaginavo che il regalo più grande lo avrei fatto a me stessa".

Federica prosegue dicendo che grazie a Zeus ha imparato a prendersi cura di qualcuno, ha imparato ad essere grata delle piccole cose, come "una passeggiata al sole (o sotto la pioggia) nel mio tempo libero con lui, le sue buffe espressioni quando giochiamo, vedere un film sotto la coperta con lui che mi russa accanto". E' riuscita a vincere la sua timidezza, dovendosi relazionare con gli altri padroni di cani e, soprattutto, "sono diventata più empatica: vivendo con un cane, hai la fortuna di cominciare a vedere le cose che ti accadono con occhi diversi, il suo punto di vista diventa un po' il tuo e cominci a porti molte domande su quali siano le cose veramente importanti della vita, su quanto è fondamentale amare e sentirsi amati incondizionatamente come solo loro sono in grado di fare, su quanto sia importante dire "grazie," dimostrare il proprio affetto e la propria gratitudine a chi amiamo".

Federica conclude il suo racconto ammettendo che la sua vita con Zeus è cambiata: "prendersi cura di un altro essere vivente non è facile e ci vuole pazienza, impegno, coraggio e dedizione, ma rifarei quella scelta fatta anni fa ogni singolo giorno della mia vita perchè non avrei mai potuto chiedere di meglio che lui".

Emozioni a 6 zampe

Loredana, volontaria di canile e coadiutrice del cane negli interventi assistiti con gli animali, afferma che un recente studio pubblicato su Journal of Ethnobiology sostiene che uno dei fattori decisivi nella domesticazione del cane sia stato il ruolo delle donne.

"Materne, comprensive, sensibili e talvolta severe, nel corso dell'evoluzione relazionale - spiega - hanno stretto un legame indissolubile con i loro amici a quattro zampe che li porta spesso non solo ad essere coinquilini ma anche colleghi in ambito lavorativo".

Ci parla del suo cane: "è in questo contesto che io e Lola collaboriamo: ci occupiamo insieme, mano nella zampa, di mediare nelle relazioni di aiuto (IAA - Interventi Assistiti con gli Animali). Lola è la mia compagna canide da due anni. Se dovessi pensare ad un aggettivo per lei, la definirei libera. Nasce libera in effetti, in un freddo dicembre, in una cava tra le campagne baresi. Libera di correre con i suoi dieci fratellini e sorelline, di fare branco con tanti altri simili, di salutare le mani amiche che le portavano cibo".

Ma la libertà a volte porta con sè alcuni rischi: "Non è semplice per un cucciolo - aggiunge - sopravvivere alle fredde notti, nè trovare cibo, nè scansare un auto se non sai come fare. Libero nel suo grande branco, ma esposto ad ogni rischio".

Loredana racconta il suo primo contatto con il suo cane: "Ho incontrato Lola ed il suo branco poco dopo la sua nascita. Era piccola, cicciottella e goffa. Sentivo di dover andare in quel luogo quasi tutti i giorni per portare cibo, ma anche solo per osservarli giocare insieme. Mi sinceravo che ci fossero tutti i piccoli, che la mamma fosse in forze, che i grandi avessero cibo. Ma poi i cuccioli hanno iniziato ad esplorare il mondo circostante e con la loro curiosità abbiamo affrontato le prime disavventure. Alcuni non li abbiamo più visti, spariti nel nulla, per altri è stata la natura a scegliere".

Lola invece è rimasta lì, "con il suo musetto caffè latte ed il manto stracciatella pronta a correre incontro come un missile appena sentiva il rumore di auto amiche. Era il 4 marzo quando è venuta a casa con me. Non potevo sopportare l'idea di salutarla e non ritrovarla il giorno dopo. Era rimasta solo lei che a tre mesi faceva da sorella maggiore ad altri sei cuccioli ancor più piccoli di lei".

Loredana racconta come la prese in braccio, "consapevole di strapparla al suo gruppo, ci siamo guardate negli occhi e ci siamo ascoltate. Non dimenticherò mai il suo sguardo; sono sicura che se avesse potuto scegliere, nonostante tutte le difficoltà sarebbe rimasta lì. Ma non gliel'ho permesso. Volevo solo offrirle una vita felice: una casa calda, il piacere del divano, un amico cane innamorato di tutti i cuccioli e una terra recintata in cui correre felice in sicurezza. Ma a lei non andava bene: i segnali del suo corpo trasmettevano irrequietezza mentre varcava l'uscio di casa, e Dylan, un grande cane bianco parte della famiglia da tempo, piangeva per ricevere le sue attenzioni".

L'adattamento reciproco è stato facile: "Non è passato molto tempo prima che si acciambellasse sotto di lui per ripararsi, nè per comprendere che restare ore abbracciati, tutti e tre, a leggere un buon libro vicino al fuoco non era poi così male. Grazie a lei sono riuscita a coronare un grande desiderio: quello di frequentare un corso per Coadiutore del Cane negli IAA. Tutto questo è stato possibile solo grazie alle sue meravigliose capacità empatiche".

"Oggi Lola è fondamentale nella mia vita - conclude Loredana - è la felicità quando torno a casa, la distrazione nei momenti tristi, il coraggio di fare nuove esperienze, la capacità di entrare in sintonia con l'altro senza giudicare, la mia compagna di lavoro, una certezza per i bambini che le vogliono bene. Ogni donna dovrebbe avere la fortuna di condividere la propria vita con un animale. Una relazione speciale, tutta da vivere giorno dopo giorno".

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